Genova – Non sarà solo il prezzo calmierato il punto di forza della Focacceria sociale che inaugurerà sabato 11 luglio in piazzetta Sant’Elena, vicino a via Prè. Certo, pagare una striscia di focaccia piccola 50 centesimi, un euro quella media e 1, 50 euro la cosiddetta, in questo momento storico sarà indubbiamente un motivo di attrazione. Ma il punto di forza sarà un altro, il gusto della solidarietà. Non a caso, il progetto è una costola dell’Occhialeria sociale che da otto anni ha lo scopo di rendere la vista un diritto di tutti, a prescindere dalle capacità economiche. «La Focacceria riprenderà gli stessi temi – racconta il titolare, Gino Repetto – partendo dalla collaborazione con la cooperativa Il laboratorio che ci ha messo in contatto con una ragazza originaria del Mali che ha seguito un corso di panificazione con loro e verrà inserita nel nostro team. Un’esperienza che in futuro speriamo di replicare con altri giovani di questa realtà». Per i clienti ci sarà anche la tessera fedeltà, con un timbro per ogni acquisto: alla fine però non si riceverà una striscia di focaccia gratis ma verrà regalato un chilo di pasta o di riso alle associazioni del territorio che aiutano persone in difficoltà. «Avremo anche il muro della focaccia sospesa – sottolinea Repetto – Si potrà lasciare una striscia o una slerfa pagata per chi non ha la possibilità di acquistarla». E a fine giornata il cibo invenduto sarà ritirato dalla Comunità di Sant’Egidio che lo distribuirà ai senza fissa dimora. «L’obiettivo è mettere in moto un circolo virtuoso, come siamo riusciti a fare con l’Occhialeria – spiega il titolare – ma senza dimenticare il valore gastronomico: la Focacceria sociale nasce anche con l’intento di nobilitare la focaccia in ogni sua forma, offrendo a genovesi e turisti la possibilità di gustare un menù completo, dall’antipasto al dolce, in cui è l’indiscussa protagonista». Ci saranno, ad esempio, le pokè che tanto vanno di moda: al posto del riso ci sarà la focaccia, secca o fresca, sbriciolata e il piatto si potrà comporre con ogni tipo di ingredienti: olive, pesto, baccalà, gamberetti e altro. Il nome? All’insegna dell’ironia: la versione più piccola, la media e la grande. Stesso meccanismo per le insalate miste, che però saranno ribattezzate. Persino i dolci saranno a base di focaccia, a cominciare dal focacciamisù, un tiramisù rivisitato, e la spuma al cappuccino per ricordare la celebre colazione genovese. Prezzi contenuti anche in questo caso: dai 7, 90 euro della pokè piccola agli 11, 90 della più grande. L’apertura ufficiale al pubblico sarà martedì 14 luglio. «Speriamo di incuriosire tanti genovesi e riportarli in questo angolo di città – sospira Gino Repetto – ma anche di fornire un servizio agli studenti delle facoltà universitarie della zona, a cui offriremo il wi-fi gratuito. Senza dimenticare i tanti turisti che passano di qui, ansiosi di scoprire il simbolo gastronomico di Genova. Io sono da sempre impegnato per rivitalizzare questo angolo di centro storico che amo profondamente, e proprio la volontà di contribuire alla sua riqualificazione mi ha spinto a buttarmi in questo progetto. L’idea è del presidente del Civ che mi ha segnalato i locali, dove fino a qualche anno fa c’era proprio una focacceria. Ci ho pensato un po’ poi ho deciso di partecipare al bando Zac del Comune di Genova, l’ho vinto ed eccoci qui». Il locale sarà aperto tutto il giorno per soddisfare ogni languore e improvvisa voglia di focaccia e al momento offrirà una dozzina di posti a sedere. È già stata fatta però richiesta per poter aprire un dehors in piazza Sant’Elena, praticamente accanto a quello del celebre ristorante L’acciughetta, per raddoppiarne la capienza. «Ma il bello deve ancora venire – sorride Repetto – La mia speranza è che, come con l’Occhialeria, il progetto esploda cammin facendo con altre mille sfaccettature. Vedremo quel che succederà ma oggi, se mi si chiede qual è la mia visione da qui a tre anni, rispondo con un sogno: trasformare il locale in una sorta di Pizza Aut genovese, dando lavoro ai ragazzi nello spettro autistico o con disabilità. Mi piacerebbe dar loro un’occasione per inserirsi nel mondo del lavoro e aiutarli a essere indipendenti».