Roma, 6 lug. (askanews) – Le ricadute per i fornitori e la componentistica italiani della crisi dell’industria automobilistica tedesca, messa in rilievo dai clamorosi tagli occupazionali al gruppo Volkswagen, saranno “uno degli elementi che analizzeremo nel tavolo automotive che ho convocato per il 14 luglio: come la crisi delle case automobilistiche tedesche possa avere ripercussioni sulla nostra filiera, che produce anche per loro. Per quanto riguarda Stellantis, abbiamo assicurato con il Piano Italia sette miliardi di contratti annui per la nostra filiera. Siamo stati previdenti”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso in una intervista al Huffpost.

“La Germania è il primo mercato di sbocco della nostra componentistica: assorbe quasi il 20% dell’export del comparto, per un valore di circa 5 miliardi di euro l’anno. La voce più rilevante è quella delle parti meccaniche, freni, sospensioni, trasmissioni e sistemi di propulsione, che da sola vale circa i due terzi delle esportazioni. Gli effetti della crisi tedesca non sono lineari: soffrono di più le imprese della subfornitura tradizionale legata al motore endotermico, spesso PMI, che lavorano in regime di monocommittenza. Penso allo stampaggio, alle guarnizioni, agli interni e ai sedili, mentre le aziende a più alto contenuto tecnologico stanno addirittura subentrando a fornitori tedeschi in difficoltà. È proprio per accompagnare questa trasformazione – spiega – che abbiamo indirizzato le risorse del fondo automotive agli investimenti della filiera, con strumenti su misura anche per le imprese più piccole”.