Alcuni ricercatori dell’Università del Minnesota, negli Stati Uniti, hanno annunciato di aver costruito in laboratorio una struttura simile a una cellula, quindi capace di nutrirsi, crescere, riprodursi e persino competere per la sopravvivenza.

L’hanno chiamata SpudCell, che in inglese significa “cellula patata”, perché la sua forma ricorda quella del tubero. Ma anche perché evoca Sputnik 1, il satellite che il 4 ottobre del 1957 segnò l’inizio dell’era spaziale. Nonostante sia stato presentato come un risultato rivoluzionario, l’articolo è un preprint, cioè non è ancora stato revisionato da altri scienziati, e quindi va preso con molta cautela. Se le affermazioni del preprint fossero confermate però sarebbe la prima volta che una struttura costruita da zero riuscirebbe a completare il ciclo cellulare, avvicinandoci all’obiettivo di creare la vita in laboratorio.

Non è la prima volta che qualcuno rivendica di aver creato una forma di vita sintetica, cioè creata in laboratorio. Per esempio nel 2010 un gruppo di ricerca guidato da J. Craig Venter, scienziato e imprenditore statunitense morto lo scorso aprile, aveva sintetizzato un intero corredo genetico e lo aveva incorporato nella cellula di un batterio.