Il tribunale di Torino ha deciso: un anno di sospensione dal servizio per il poliziotto accusato di aver sparato il lacrimogeno che ha colpito il tifoso juventino Marco Basoccu, ferito gravemente prima del derby di Torino del 24 maggio.
Il giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta presentata dal pm Paolo Scafi, che ha aveva chiesto gli arresti domiciliari a fronte dei risultati delle indagini della Squadra mobile della questura: gli investigatori parlano di «ricostruzione inequivocabile» mentre l’agente, accusato di lesioni aggravate e difeso dall’avvocato Paolo Chicco, si è difeso nell’interrogatorio preventivo sostenendo di aver «sparato nel caos ma non so se ho colpito io il tifoso». Secondo il tribunale, il quadro indiziario è «integrato», cioè confermato, e «sussistono le esigenze cautelari, che possono essere integrate con una misura meno afflittiva» rispetto ai domiciliari, come riportato in una nota del procuratore capo Giovanni Bombardieri.
L’indagato, poco più che trentenne, fa parte del Reparto mobile di Torino ma è già stato sospeso dal servizio attivo dopo l’iscrizione nel registro degli indagati. Ora rischia di essere rimosso dal servizio e poi licenziato.










