Niente arresti domiciliari.
Scattano dodici mesi di sospensione dal servizio per il poliziotto indagato per il caso del lacrimogeno che ferì al volto in modo grave un tifoso durante gli scontri di piazza avvenuti il 24 maggio in occasione del derby fra Torino e Juventus.
Il gip Antonio Borretta ha respinto la richiesta della procura e ha disposto una misura coercitiva più blanda, riconoscendo comunque - come informa un comunicato del procuratore Giovanni Bombardieri - l'esistenza di «un grave quadro indiziario» e di una serie di «esigenze cautelari» che in attesa della conclusione degli accertamenti, non consentono all'indagato (agente in forza nel V reparto mobile a Torino) di continuare a svolgere la propria attività.
Gli investigatori della squadra mobile della questura, a questo proposito, stanno valutando anche la posizione di un altro agente.
Gli avvocati difensori, Lucietta Gai e Paolo Chicco, si dicono «parzialmente soddisfatti» perché, come hanno sostenuto, non c'erano ragioni per arrestare il loro assistito.











