dall’inviato a Strasburgo – I mondiali di calcio in corso irrompono in Parlamento europeo e nell’agenda politica a dodici stelle, complice l’ultima ‘trovata’ dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. La sua telefonata al presidente della FIFA, Gianni Infantino, per far revocare l’espulsione comminata ai danni di Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense punito in occasione del match contro la Bosnia-Erzegovina, non solo consente alla selezione a stelle e strisce di giocare al gran completo contro il Belgio in programma nella notte, ma pone dubbi sulla credibilità dell’intera competizione e sull’inquilino della Casa Bianca.L’europarlamentare tedesco Fabio De Masi (Non Iscritti, eletto con i “Rossobruni” tedeschi) prende la parola per denunciare lo ‘scandalo’ mondiale e chiedere di prendere le distanze da trump. “Infantino è accusato di aver revocato un cartellino rosso su pressione di Trump“, scandisce in Aula, per poi attaccare: “Un tipo di distorsione come quello visto nel calcio lo abbiamo già visto con i dazi punitivi, e quando Trump ha bombardato l’Iran e falsato i prezzi dell’energia facendoli salire”. Per questo motivo “dovremmo discutere di questi fatti, che si verificano in politica come nel calcio“.I mondiali di calcio finiscono dunque per diventare l’ultimo capitolo della sempre più difficile convivenza dell’UE con gli Stati Uniti a guida Trump. L’intervento di De Masi faceva parte di un momento in cui ciascun deputato poteva esprimersi liberamente su temi considerati degni di essere sollevati, e non faceva parte di un dibattito organizzato. Ma certo ripropone un tema destinato a tornare in agenda.
Mondiali di calcio, Parlamento UE denuncia le pressioni di Trump sulla FIFA
L'europarlamentare de Masi (NI) contro le ingerenze di Trump nei mondiali di calcio: "Distorsione già vista con i dazi e prezzi dell'energia"










