Le sigarette elettroniche, spesso considerate un'alternativa meno dannosa al fumo tradizionale, sono state al centro del dibattito della comunità scientifica internazionale riunita a Sassari. Uno studio presentato durante il congresso ha evidenziato che anche questi dispositivi possono contenere cadmio e altri metalli in traccia.
È uno dei risultati emersi dal 3° Congresso Internazionale sul Cadmio e sui Metalli in Traccia, svolto a Sassari e promosso dall'ISRCT – International Society for Research on Cadmium Toxicity, in collaborazione con l'Università sassarese.
L'evento ha riunito alcuni tra i maggiori esperti mondiali, provenienti da Stati Uniti, Canada, Giappone, India, Brasile e dai principali centri di ricerca europei, per presentare le più recenti ricerche sugli effetti dei metalli in traccia sulla salute umana e confrontarsi sulle future prospettive di ricerca.
Le ricerche, condotte sia da un gruppo di studiosi del Canada e dell'Austria, hanno evidenziato la presenza di concentrazioni significative di cadmio e di altri metalli in traccia anche nelle e-cig, aprendo nuovi interrogativi sui possibili effetti dell'esposizione attraverso dispositivi spesso percepiti come meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali, anche se naturalmente ulteriori studi ed approfondimenti saranno necessari.








