"Il caso Balogun è sbagliato, non è sport, così non va bene. E' una vergogna, lo sport reale è stato cancellato". Parlando con il Foglio, l'ex giocatore della Nazionale italiana di calcio e campione del mondo nel 1982 Marco Tardelli commenta così la decisione della Fifa di concedere al calciatore degli Stati Uniti Folarin Balogun di giocare contro il Belgio negli ottavi di finale della Coppa del mondo 2026 decretando quindi il congelamento dell'articolo 66.4 del Codice disciplinare. Balogun infatti aveva rimediato un cartellino rosso agli ottavi contro la Bosnia e, secondo il regolamento, avrebbe dovuto essere squalificato automaticamente per una giornata. Ma la Federazione internazionale di calcio di Gianni Infantino ha deciso il contrario. Ieri durante la puntata "Notti Mondiali" su Rai 1, Tardelli ha parlato della decisione dicendo che in "questo Mondiale si può fare di tutto perché basta ricevere degli ordini", senza però fare nomi. Il giorno dopo sostiene di "non voler assolutamente far entrare la politica, ma di voler parlare di sport. In trasmissione ho detto quello che pensavo e basta, ho sempre fatto così nella mia vita". Il Belgio intanto ha già inoltrato un ricorso alla Fifa, ma secondo Tardelli "non avrebbe dovuto farlo perché deve giocarsi la partita contro l'America titolare: l'hanno messa così, bene, giochiamo anche contro Balogun. E' lo sport, si va in campo, si lotta e chi vince vince. Il campo gli darà ragione. Poi sarà il mondo a decidere se questa è una cosa bella da fare per far crescere la gioventù oppure no".Intervenendo nella trasmissione condotta da Paola Ferrari, Marco Tardelli aveva detto che l'episodio è "una gran brutta cosa, a parte il fallo che lui possa aver fatto non volontariamente o meno. Ma se questo fosse stato fatto in area di rigore avrebbero dato rigore, sicuramente, e allora era anche fallo. E di conseguenza non andava annullata questa cosa". Alle sue parole, Ferrari prende subito le distanze dicendo che quanto detto "è una cosa importante, te ne prendi la responsabilità. Non so chi possa dare un ordine a Infantino". Il campione del mondo ha replicato: "Non ho fatto nessun nome". Poco dopo, la regia ha mostrato il post che Donald Trump ha pubblicato su Truth in cui ringraziava la Fifa "per aver fatto ciò che era giusto e aver posto rimedio a una grave ingiustizia".Ad alimentare i sospetti è stato un articolo del New York Times che avrebbe ricostruito come poco dopo l'espulsione di Balogun alti funzionari dell'amministrazione Trump avrebbero coinvolto avvocati per aiutare la federazione calcistica statunitense a tentare un ricorso, nonostante le regole Fifa limitino fortemente questo tipo di appelli. Sul tema è intervenuto anche il neo presidente della Figc Giovanni Malagò che a Rai Radio1 ha detto: "Strana storia, mi è sembrata un'assurdità. Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile, menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l'Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico".Tardelli sostiene che una cosa del genere "non mi è mai successa. E' capitato che un giocatore può prendere due o tre giornate e poi, facendo ricorso, te ne tolgono una, magari. Questo è successo anche spesso in Italia, ma non che ti congelano la sospensione per far finire il Mondiale. Che vuol dire? Non ha senso". Quanto accaduto "lascia l'amaro in bocca per uno sport che non esiste più o che è completamente cambiato. Ma ci sono altre cose che lasciano l'amaro in bocca. Mi riferisco ai soldi. Tanti soldi portano a fare cose sbagliate".