In Francia cresce il fenomeno della diffusione degli spazi "No Kids", luoghi e servizi che limitano o vietano l'accesso ai bambini. Dagli hotel ai ristoranti, dai treni ai matrimoni, sempre più realtà scelgono di rivolgersi esclusivamente a un pubblico adulto, alimentando un acceso dibattito sul rapporto tra la società e l'infanzia, tanto da portare all'intervento della Commissione Consultiva Nazionale per i Diritti Umani (CNCDH), che ha definito preoccupante la crescente esclusione dei minori dagli spazi pubblici. Secondo il rapporto della Commissione, non si tratta semplicemente di una scelta commerciale. Il rischio è quello di normalizzare una forma di discriminazione basata sull'età, in cui i bambini vengono considerati un problema da allontanare piuttosto che cittadini con gli stessi diritti di partecipare alla vita collettiva.

Il caso è esploso all'inizio del 2026, quando la compagnia ferroviaria nazionale francese SNCF ha annunciato l'introduzione di una nuova classe "Optimum", pensata per garantire ai passeggeri adulti il massimo comfort di fatto tagliando fuori dal servizio i minori di 12 anni. Un "incubo ", un "inferno", era infatti il tenore dei commenti dei passeggeri della SNCF nei primi giorni di gennaio e non si riferivano allo sciopero che aveva portato alla cancellazione di metà dei treni durante il primo fine settimana delle vacanze scolastiche, quanto al bambino seduto accanto o al neonato rivolto verso di loro nello scompartimento in cui erano seduti. Per questo, per garantire "calma" e "confort" e per far fonte alle rimostranze dei viaggiatori sempre più infastiditi dalla presenza (inevitabilmente rumorosa) dei più piccoli, la compagnia ferroviaria ha eliminato il problema alla radice.