Chi non ha mai sperimentato in aereo i calci del bambino seduto dietro? O le gioie di un viaggio in treno accanto a una famiglia sottomessa ai figli piccoli e litigiosi, o piagnucolosi, o anche leziosi, capaci di imporre a tutto il vagone per ore le avventure di Winnie the Pooh? In Francia l’insofferenza verso i bambini e i loro genitori, colpevoli di avere prodotto figli maleducati, ha generato la tendenza turistica «no kids» contro la quale il governo ha deciso di reagire. Oltre alla senatrice socialista Laurence Rossignol che ha presentato una proposta di legge per proibire alberghi e ristoranti vietati ai bambini, anche l’Alta commissaria all’Infanzia Sarah El Haïry ha annunciato un intervento presso gli operatori come AirBnb o i villaggi Center Parcs o Pierre et Vacances per «combattere l’idea che i bambini siano un fastidio dal quale possiamo scegliere di tenerci lontani».