In una società che ogni giorno si interroga su cosa significhi davvero “inclusione”, il dibattito intorno alla presenza dei bambini nei ristoranti è ben più di una questione di bon ton: è una cartina di tornasole culturale. Soprattutto in un tempo in cui il desiderio di ordine e silenzio sembra prevalere sulla disponibilità ad accogliere l’imprevedibilità della vita. In questo scenario, dalla Francia arriva una risposta destinata a far discutere: un bollino rotondo, simile a quello della Guida Routard, riservato ai locali “pro-famiglie”, con la scritta “Le choix des familles”. L’iniziativa – promossa dal governo e attiva dal 5 luglio – punta a contrastare la crescente diffusione di ristoranti che vietano o scoraggiano l’accesso ai più piccoli.

Una tendenza che arriva dagli Stati Uniti ma che sta prendendo piede anche in Europa, soprattutto in Francia, dove ristoranti, alberghi e perfino musei iniziano a vietare, più o meno esplicitamente, la presenza dei bambini. Cartelli con la scritta “adults only”, liste d’attesa che scoraggiano le famiglie, segnalazioni negative per chi arriva con il passeggino. Non si tratta solo di etichetta: in gioco c’è una trasformazione profonda del concetto stesso di ospitalità. A questo cambiamento il governo francese ha deciso di rispondere e, per iniziativa della ministra delegata all’Infanzia e alla Famiglia, Sarah El Haïry, partirà una campagna nazionale per valorizzare i locali “amici delle famiglie”, identificabili tramite un adesivo rotondo. La misura mira a contrastare quella che El Haïry definisce una “violenza simbolica”, che allontana i bambini dalla vita pubblica relegandoli a presenze scomode. Non si tratta solo di accettare che un neonato possa piangere durante un pranzo stellato ma di riaffermare che il ristorante, come la città, è uno spazio condiviso, attraversato da età, bisogni e fragilità diverse.