di
Valentina Rorato
In una Paese dove si fanno sempre meno figli, cresce il numero delle strutture destinate a una clientela di solo adulti. «E' il risultato della deriva narcisistica della nostra società» dice l'esperto
La diffusione di hotel «child free» (o «adults only») e di ristoranti che escludono i minori in nome della quiete degli adulti è un segnale che conferma la tendenza: viviamo in una società che sembra faticare a tollerare i bambini. Se ne fanno sempre meno (secondo le ultime stime 1,13 per donna) e, quando ci sono, spesso danno persino fastidio? Ne parliamo con Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro Psicopedagogico per l'educazione e la gestione dei conflitti, autore di numerosi saggi sull'educazione, tra cui I bambini sono sempre gli ultimi.Siamo diventati una società che esclude i bambini? «La situazione, sostanzialmente, è questa. La natalità è diventato un argomento quasi tabù, perché ci mette di fronte al problema del futuro, e il futuro oggi genera smarrimento. Continuiamo a parlare del caldo e non dei cambiamenti climatici, e allo stesso modo evitiamo di guardare in faccia il tema dell'interscambio generazionale, che non sta andando per il verso giusto. Sapere che in Italia ci sono più ultraottantenni che bambini fino ai dieci anni è, a mio avviso, una notizia agghiacciante. Che un calo demografico fosse in corso lo sapevamo tutti, ma non a questo livello: qui siamo oltre il semplice calo».






