Hamas ha annunciato lo scioglimento del governo nella Striscia di Gaza. L’ufficio stampa del movimento ha fatto sapere che sono stati «intrapresi una serie di passi concreti dichiarando ripetutamente e inequivocabilmente la completa disponibilità a cedere le redini del governo al Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza», ovvero all’organo tecnocratico formato da 15 palestinesi che si occuperà della governance della Striscia sotto la supervisione del Board of peace.
Quindi, prosegue il comunicato, «oggi non ci limitiamo a ribadire questa richiesta e a riaffermare la nostra posizione di principio e irremovibile, ma la traduciamo in azioni concrete sul campo, adottando nuovi e decisivi passi strategici che spianano concretamente la strada all'adempimento di questo obbligo nazionale». Da qui la decisione di cedere il timone.
Fuori l’Onu e ritorna lo spettro di nuovi ghetti, il piano di Trump per Gaza
Nei giorni scorsi, il movimento islamista si era riunito al Cairo con le altre fazioni palestinesi per esaminare i prossimi passi da compiere nel quadro dell’accordo di cessate il fuoco e del piano di 20 punti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nel comunicato si legge quindi che il capo ad interim dell’organo di governo, Muhammad Abdul Khaliq al Farra, «ha deciso di presentare le dimissioni ufficiali dal suo incarico, nonché di annunciare lo scioglimento» del comitato governativo «a conferma della serietà delle procedure, in attuazione degli accordi e per agevolare il processo di transizione amministrativa».











