Il governo di Hamas nella Striscia di Gaza ha annunciato le dimissioni del cosiddetto Comitato d’emergenza, ossia l’amministrazione guidata dal movimento islamista che gestisce l’enclave palestinese. Tutte le procedure sono state completate, e Mohammed al-Farra, alla guida dell’ente, ha ufficializzato il passo indietro.
La mossa apre la strada al trasferimento delle competenze all’organismo di tecnocrati istituito dal Board of peace di Trump, il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza, guidato dal palestinese Ali Shaath. Finora il Comitato non ha avuto la possibilità di insediarsi nella Striscia per l’opposizione del governo israeliano all’entrata dei suoi funzionari nell’enclave distrutta dai bombardamenti e in gran parte ancora occupata dai militari di Tel Aviv.
In una nota Hamas ha assicurato che “tutti i dipendenti pubblici continueranno a garantire i servizi alla popolazione” e sono “pronti a operare sotto la responsabilità del nuovo organismo”. La decisione ha un valore soprattutto simbolico e appare finalizzata a mostrare la disponibilità del movimento a cedere la gestione amministrativa della Striscia al comitato nazionale, in linea con il piano in 20 punti per Gaza promosso dal presidente americano Donald Trump. “Chiediamo ai mediatori e al presidente Trump di fare pressione per l’apertura dei valichi e l’ingresso degli aiuti” ha detto il portavoce del movimento Ismail al-Thawabta in una conferenza stampa riportata dai giornalisti di al Jazeera. “Ci impegneremo per garantire il successo del lavoro del comitato tecnico e tutti i ministeri attendono il suo ingresso nella Striscia”.










