Quasi tre ore di musica, una sequenza di canzoni entrate nella memoria collettiva e un Dave Grohl che, a 57 anni, continua a trasformare il palco nella propria casa. All'Ippodromo La Maura di Milano, davanti a 65mila spettatori per gli I-Days, la formazione americana firma uno dei concerti più attesi dell'estate, il primo in Italia dopo la scomparsa del batterista Taylor Hawkins. Aprono la giornata due band britanniche, i Fat Dog e soprattutto gli irrefrenabili Idles, che inneggiano più volte alla Palestina e sono capaci di scaldare il pubblico con il loro noise punk. Poi Grohl emerge dalla coltre di fumo rosso con il suo immancabile sorriso beffardo e attacca il riff della granitica, esaltante, «All My Life»: bastano pochi secondi perché La Maura esploda. Con buona pace dei residenti di San Siro e Lampugnano.
Da quel momento prende il via una maratona di quasi tre ore in cui la band alterna potenza, melodia e una naturalezza che solo i grandi gruppi possiedono. Brani cult come «The Pretender», «Times Like These», «Learn to Fly» e «My Hero» scandiscono una prima parte del concerto da manuale. Questo dovrebbe essere il tour di Your Favorite Toy, il dodicesimo album della band pubblicato lo scorso aprile. Eppure Grohl vuole privilegiare la storia dei Foo Fighters: la scaletta è una celebrazione di trent'anni di carriera.











