Giovanni Diamanti – sondaggista, analista ed esperto di comunicazione politica, fondatore di YouTrend — legge la corsa per Palazzo Marino con lo sguardo di chi analizza i numeri dando loro un senso.
Il centrodestra ha appena deciso di commissionare un sondaggio per orientarsi sul candidato. Da sondaggista, è lo strumento giusto in questa fase?
«I sondaggi sono strumenti importanti, perché permettono di sondare gli umori della popolazione: la cosa saggia è farne con costanza, per non lasciar crescere una distanza di sensibilità tra chi decide e i cittadini. C’è però un punto da tenere sempre a mente: il sondaggio non sostituisce mai la politica».
Sondaggio da una parte, primarie dall’altra. Strumenti alternativi?
«A livello di partecipazione reale non c’è partita tra i due. Ma se si vuole la massima forza possibile non vanno messi in alternativa: ad esempio si può fare un sondaggio per monitorare gli orientamenti dei cittadini, e poi consultare gli elettori con le primarie. Sempre sapendo che le primarie sono uno strumento straordinario — a Milano molto utili in passato — ma anche considerando che giustamente, non sono un dogma».











