3 Luglio 2026 – Lettura: 3 minuti

Per alcuni l’intenzione del direttore di Libero era bruciare un nome forte (in realtà mai entrato in partita) e spianarsi la strada per Palazzo Marino. C’è invece chi legge nell’editoriale un messaggio e un avvertimento al centrodestra…

A Milano è in corso una Candidate Week che pare non avere fine. Ogni giorno, nel centrosinistra e nel centrodestra, spunta un nome nuovo per Palazzo Marino. Ai papabili lanciati (o bruciati) dai partiti, va aggiunta la truppa di autonominati. L’ultimo è il pediatra Luca Bernardo, capogruppo azzurro in Consiglio comunale, che dopo la batosta contro Beppe Sala di cinque anni fa, si è messo nuovamente a disposizione della coalizione. «Non è più il 2021», ha assicurato. «Ora conosco la macchina amministrativa, sono diventato un politico a tutti gli effetti».

Le presunte ambizioni politiche del direttore di Libero

In questa giostra, ha fatto rumore l’editoriale firmato da Alessandro Sallusti sul “suo” Libero: «Tra Di Pietro e Cottarelli scelgo Guidesi», assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, «leghista della prima ora, 50 anni, bella presenza, persona per bene, iper competente». Un’uscita che, fuori da Milano, a qualcuno è suonata come il solito tentativo di bruciare un nome ‘forte’. Anche perché Sallusti, ricordano i soliti mal pensanti, accarezzerebbe l’idea di essere il frontrunner della coalizione all’ombra della Madonnina. Del resto quella di Sallusti è una candidatura ciclica: il suo nome era stato il primo a circolare – era dicembre 2024 – in ambienti del centrodestra, lo stesso era accaduto nelle tornate del 2015 e del 2021. Insomma questa potrebbe essere la volta buona.