Prosegue senza sosta il dibattito sul caso Balogun. I fatti sono noti: per la prima volta nella storia, la FIFA ha deciso di sospendere la squalifica nei confronti di un calciatore – l’attaccante della Nazionale Usa – consentendogli di scendere in campo negli ottavi di finale. Dietro questa scelta una rete di contatti politici e di telefonate ai massimi livelli, tanto da coinvolgere direttamente il presidente Donald Trump, il presidente della federazione Gianni Infantino e una serie di avvocati vicini alla Casa Bianca. La conferma è arrivata dallo stesso Trump: “Sì, ho parlato con Infantino: il fallo non c’era”."Sì, ho parlato con Gianni, è un uomo altamente rispettato", ha spiegato il presidente americano a proposito della telefonata col presidente della FIFA. "Non era un fallo", ha proseguito il capo della Casa Bianca: "L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato" e "ha preso una decisione incredibile". "Non credo che fosse un fallo", ha detto ancora il presidente americano.Secondo quanto riportato dal New York Times, Trump ha contattato personalmente Infantino dopo Usa-Bosnia per chiedere di cancellare la squalifica, ricordando anche vecchie accuse (mai dimostrate) riguardanti il match-fixing nei confronti di Raphael Claus, arbitro brasiliano della sfida valida per i sedicesimi. Ma non solo. Secondo il Wall Street Journal, il tycoon avrebbe dato mandato a Howard Lutnich e Andrew Giuliani – rispettivamente segretario al Commercio e direttore esecutivo della task force dedicata al Mondiale – di riunire un pool di grandi avvocati per aiutare la federazione Usa a ribaltare la squalifica.Sulla vicenda è intervenuto anche Infantino. "Ho letto i commenti del pubblico in merito alla decisione del Comitato Disciplinare indipendente della FIFA relativa alla sospensione di Folarin Balogun e vorrei ribadire un principio fondamentale della governance della FIFA. Gli organi giudiziari della FIFA sono indipendenti. Operano in autonomia, applicano il Codice Disciplinare della FIFA e decidono i casi sulla base delle normative applicabili e dei fatti specifici che si presentano loro - riporta Tuttosport - La loro indipendenza è essenziale per la credibilità e l'integrità del calcio e deve essere sempre rispettata", le parole del presidente della FIFA.Ma non solo. Infantino ha tenuto a chiarire anche i contenuti della telefonata con Trump, precisando che questa non ha interferito con il procedimento disciplinare nei confronti di Balogun: "Sì, discuto regolarmente con il Presidente degli Stati Uniti di questioni relative alla Coppa del Mondo FIFA e, a tal proposito, ho ricevuto una telefonata dal Presidente Donald Trump, così come ricevo telefonate da capi di Stato, funzionari governativi, operatori del settore calcistico e dirigenti d'azienda di tutto il mondo su diverse questioni. Durante la nostra conversazione, ho spiegato che era in corso un procedimento legale che coinvolgeva gli organi giudiziari indipendenti della FIFA e che il caso sarebbe stato deciso a tempo debito dagli organi competenti. È così che funziona il sistema FIFA, ed è un principio che sosterrò sempre". Infantino ha poi aggiunto: "Leggo le decisioni del Comitato Disciplinare della FIFA quando vengono pubblicate. A volte ne sono sorpreso. A volte sono d'accordo, a volte no. Ciò che faccio sempre, tuttavia, è rispettare tali decisioni e l'autonomia degli organi che le prendono. Che una decisione ci piaccia o meno personalmente è irrilevante. Il rispetto per le istituzioni indipendenti e lo stato di diritto è ciò che protegge l'integrità delle nostre competizioni e la credibilità della FIFA in ogni momento".Ad alimentare la discussione è la netta presa di posizione della UEFA. La FIFA "ha passato una linea rossa" sospendendo il cartellino rosso per Balogun: questo il j’accuse da Nyon. La UEFA ha parlato apertamente di una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile": "Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così". L’organo di governo europeo ha poi concluso: "Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è in pericolo e la credibilità di una competizione viene minata".Uno scontro frontale, dunque, tra UEFA e FIFA destinato a gettare benzina sul fuoco sul dossier. Attaccante del Monaco ed ex obiettivo di mercato dell’Inter, Balogun è stato espulso nel match valido per i sedicesimi di finale contro la Bosnia-Erzegovina per un fallo su Tarik Muharemovic. La clamorosa decisione della FIFA ha infiammato il dibattito, spingendo il Belgio – prossimo avversario della selezione a stelle e strisce – a chiedere una spiegazione ufficiale sul motivo per cui la squalifica di una giornata inflitta a Balogun per un cartellino rosso sia stata annullata. La federazione belga nelle ultime ore si è detta "stupita" dalla decisione della FIFA, ponendo l’accento sull'articolo 27 del proprio codice disciplinare ed evidenziando la volontà di considerare "tutte le opzioni possibili" del caso.Il dibattito è rovente. Tanti ex calciatori e volti noti del mondo del calcio hanno stroncato la decisione della FIFA, puntando il dito contro Infantino. Anche il neo presidente della FIGC Giovanni Malagò non ha utilizzato troppi giri di parole ai microfoni di Rai Radio 1: "Stavo mangiando, a un certo punto mi sono arrivati 18 messaggi di uffici stampa, giornalisti, dirigenti che mi segnalavano questa strana storia. Onestamente mi è sembrata davvero un'assurdità - riporta TMW -. Sono andato a guardare questo articolo 27 del codice disciplinare FIFA. Chiariamolo subito: non è replicabile ai vari campionati nazionali e aggiungo meno male, sennò sarebbe l'Armageddon. C'è stato il precedente con Cristiano Ronaldo, ma su una squalifica multipla. L'altro caso risale addirittura al 1962. Ha un evidente sapore politico, l'ha riportato il New York Times. Questo è un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Sono fautore di questo Mondiale, in cui gli stadi sono pieni, c'è una festa delle tiforese. Ma quando vedi una decisione così a favore di una parte, perde la meritocrazia che è la base del calcio".Il ct degli Usa Pochettino ha invece difeso la soluzione della FIFA, affermando che quel cartellino nei confronti di Balogun “non ci sarebbe mai dovuto essere”. “La sanzione è stata eccessiva per un fallo involontario”, la versione dell’ex manager di Tottenham e Chelsea: "Non ci poniamo come vittime della situazione, ma non siamo noi i cattivi della situazione. Ora dobbiamo concentrarci sulla nostra partita, curare bene l'approccio e offrire una buona prestazione. Questo è ciò che serve".La FIFA ha respinto il ricorso del Belgio con la seguente motivazione: "La richiesta è stata dichiarata inammissibile in quanto la Federazione calcistica belga non è parte del procedimento e, pertanto, non ha titolo per impugnare la decisione", ha dichiarato la Fifa in un comunicato. Balogun potrà quindi giocare il match degli ottavi contro il Belgio.
Caso Balogun, Trump: "Ho sentito Infantino, il rosso non c'era e l'arbitro era sospetto". Ira di Ue e Uefa contro la Fifa. Stanotte il bomber Usa giocherà
Nyon boccia la sospensione della squalifica all’attaccante statunitense e denuncia un precedente “ingiustificabile”. Sul caso pesa anche l’ombra di Trump e delle pressioni politiche sulla decisione. La Fifa respinge il ricorso del Belgio: "Richiesta inammissibile"










