Si allarga lo spettro politico attorno al caso Folarin Balogun, l'attaccante degli Stati Uniti a cui la Fifa ha revocato la squalifica dopo l'espulsione nei sedicesimi contro la Bosnia. Il centravanti del Monaco sarà in campo col Belgio, grazie alla sospensione condizionale del turno di stop previsto dall’articolo 27 del regolamento. Dietro questa scelta, dice il presidente della Fifa Gianni Infantino, c'è stata la decisione di "organi giudiziari" della stessa Federcalcio internazionale, ma anche una "chiamata con Donald Trump" già anticipata dal New York Times. "Ho effettivamente ricevuto una telefonata dal presidente, proprio come ricevo telefonate da capi di Stato di tutto il mondo. Le decisioni della Commissione Disciplinare Fifa a volte mi lasciano sorpreso. A volte sono d'accordo con esse, a volte no".Una versione simile era stata fornita poche ore prima dallo stesso tycoon, che aveva però aggiunto, in merito al cartellino rosso rimediato da Balogun con la Bosnia: "Non era un fallo, erano due atleti che si sono scontrati. L'arbitro è un po' sospetto, se guardiamo al suo passato. Ha preso una decisione alla quale nessuno poteva credere".Si tratta, stando al New York Times, di accuse non provate di match fixing nei confronti dell'arbitro brasiliano Raphael Claus (accuse che le autorità brasiliane e la stessa Fifa hanno escluso). Il segretario al Commercio Howard Lutnick e Andrew Giuliani, direttore esecutivo della task force della Casa Bianca per il Mondiale, avrebbero coordinato il lavoro di un team di avvocati che ha prodotto una nota legale di tre pagine per Us Soccer - firmata da legali vicini all'amministrazione Trump - in cui si identificavano possibili margini interpretativi nel regolamento disciplinare della Fifa per costruire un caso di appello, pur in assenza di un processo formale di appello per i cartellini rossi. Anche la Uefa si è schierata sul tema, pubblicando una nota dai toni duri: “La decisione ha oltrepassato una linea rossa - ha scritto la federazione europea -. La squalifica automatica minima di una giornata dopo un'espulsione non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di alcun organo competente per entrare in vigore. È un principio sancito dai regolamenti, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel corso di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica”.