Il Cremlino: "La Polonia rifletta sulla sua sicurezza". Trump torna in campo: sentiti Putin e Zelensky
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Il giorno dopo l'allerta diffuso dagli Stati Uniti, secondo cui la Russia potrebbe attaccare un Paese Nato per testare le difese occidentali, puntuali arrivano le minacce del Cremlino, in particolare contro la Polonia ("colpevole" di supportare Kiev) ma non solo. Mentre un improvviso e rinnovato interventismo di Donald Trump, che ha avuto una lunga conversazione telefonica con Vladimir Putin, riapre un piccolo spiraglio verso un dialogo che possa portare a un negoziato. Nel mirino dell'ennesima serie di minacce del Cremlino, questa volta è finita la Polonia. "Ha già messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all'Ucraina, il ministero della Difesa russo ha già pubblicato gli indirizzi di tali impianti. Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza". Parole del portavoce di Putin Dmitri Peskov. Parole non inusuali che rappresentano una nemmeno troppo velata minaccia a un altro vicino di casa da tempo in stato di allerta. Lo stesso Peskov poi allarga il raggio delle sue minacce, di fatto all'intero Occidente. "L'operazione militare speciale in Ucraina si sta gradualmente trasformando in una guerra su vasta scala. È in corso una guerra, una vera guerra perché Berlino, Parigi, L'Aia, Oslo e, purtroppo, Washington sono alle spalle di Kiev", fingendo di ignorare chi ha voluto, iniziato e continuato fino a oggi una guerra d'invasione entrata nel suo quinto anno. E, a proposito di propaganda, il Cremlino denuncia possibili provocazioni di Kiev alla vigilia del vertice della Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara, in cui il tema del conflitto in Ucraina sarà centrale.Anche perché Erdogan da tempo rivendica un possibile ruolo negoziale e Trump potrebbe tornare in campo concretamente. In occasione della Festa dell'Indipendenza americana, secondo il Cremlino si sarebbe offerto di aiutare a trovare una soluzione alla guerra in Ucraina, durante una telefonata con Putin durata circa un'ora e mezza. Il consigliere dello Zar Yuri Ushakov ha definito la conversazione "sostanziale e costruttiva", aggiungendo che "gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner continuano a fornire assistenza negli sforzi di pace e sono pronti a visitare Mosca", aggiungendo che "il presidente americano ha confermato ancora una volta la sua disponibilità a lavorare per una rapida fine dei combattimenti e a trovare soluzioni per superare la crisi".










