Negli Stati Uniti, il dibattito sulle armi e quello sullo ius soli sembrano riguardare temi opposti. In realtà, entrambi appaiono dipendere dalla stessa scelta interpretativa della Corte suprema: leggere la Costituzione come un documento ancorato al significato che le sue disposizioni avevano al momento della loro adozione.
Il primo luglio il Dipartimento di giustizia federale, espressione dell’amministrazione trumpiana, ha impugnato una legge californiana che vieta la commercializzazione di un certo tipo di pistole facilmente modificabili per trasformarle in armi assimilabili a quelle da guerra. Si tratta di una modifica che, alterando un meccanismo di blocco, consente all'arma di sparare l'intero caricatore mantenendo premuto il grilletto. L’intento del divieto sembrerebbe essere quello di obbligare i costruttori a rendere più difficile la modifica.
La norma californiana, spesso definita anti-Glock dal nome del costruttore austriaco che produce il modello di pistola più acquistato negli Stati Uniti - un'arma che, giova ripeterlo, nasce come semiautomatica, ma che può essere facilmente modificata dai malintenzionati - offre alcuni spunti di riflessione che riguardano non solo l'attuale amministrazione federale, ma anche il modello costituzionale degli Stati Uniti e l'interpretazione che a esso attribuisce la Corte suprema.










