Firenze, 6 luglio 2026 – Si sono presentati con la ‘divisa della credibilità’, spacciandosi per operai dell’acquedotto. Ma, dietro quel tesserino fasullo e il volto rassicurante, si nascondevano i soliti truffatori a caccia di facili prede. L’episodio si è verificato a Scandicci, dove una cittadina è stata avvicinata da due sconosciuti che, con un pretesto allarmistico – la verifica di "consumi anomali" e "perdite occulte" – hanno cercato di farsi aprire la porta di casa, con la scusa di controllare il funzionamento del contatore.

Fortunatamente la signora non è caduta nella trappola, ma l’episodio ha spinto Publiacqua a intervenire prontamente con un monito chiaro: "Nessun incaricato della nostra azienda sta effettuando verifiche di questo tipo – spiegano dall’azienda – e, soprattutto, nessun nostro operatore entra mai nelle abitazioni private per controlli agli impianti interni o ai contatori". La parola d’ordine, in questi casi, è la segnalazione immediata alle forze dell’ordine o al numero del servizio clienti.

L’evoluzione del raggiro: dal "tecnico" al "parente in difficoltà"

Il caso di Scandicci è solo l'ultimo capitolo di un fenomeno che non conosce purtroppo tregua. Gli schemi criminali si affinano, ma la dinamica resta quasi sempre la stessa: fare leva sulla fragilità emotiva, sul senso di urgenza e, talvolta, sulla paura.