Tra i banchi del mercato di corso Racconigi, stamattina, c’era chi si fermava per comprare frutta e verdura e chi invece rallentava il passo per ascoltare i consigli degli agenti della Polizia Locale. «In caso di dubbio chiamate sempre il 112» hanno ripetuto i vigili distribuendo opuscoli e parlando soprattutto con gli anziani, affiancati dall’assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda. Il van: un ufficio mobile antitruffa È stato presentato così il nuovo ufficio mobile antitruffa della Città di Torino, un mezzo attrezzato che una volta a settimana farà tappa nelle aree più frequentate dei quartieri per portare informazioni, assistenza e prevenzione direttamente in strada.
Nei mercati arriva l'unità mobile antitruffa per insegnare agli anziani a difendersi
Il van, parcheggiato davanti alla chiesa di San Pellegrino Laziosi, è uno dei simboli della campagna «La truffa si camuffa», il progetto con cui Palazzo Civico prova a contrastare un fenomeno in costante crescita: raggiri telefonici, falsi tecnici, sms-trappola, sedicenti funzionari e finti appartenenti alle forze dell’ordine. Quali mercati attraverserà l’ufficio mobile Il progetto è finanziato con fondi ministeriali per circa 140 mila euro. Una parte è stata utilizzata per il nuovo ufficio mobile, un van costato circa 66 mila euro e attrezzato con collegamento diretto alla centrale operativa, stampante e strumenti che consentono anche di raccogliere denunce direttamente sul territorio. L’iniziativa andrà avanti almeno fino alla fine dell’anno. Dopo corso Racconigi il mezzo sarà presente anche nei mercati di corso Cincinnato, Crocetta e via Onorato Vigliani, per poi spostarsi davanti agli uffici postali. Sarà accompagnato sempre da un gruppo di 4-6 vigili del servizio di prossimità e del comando territoriale, pronti a distribuire il materiale. Quali le truffe più comuni Nelle ultime settimane a Torino si sono moltiplicati nuovi tentativi di truffa molto simili tra loro: sms e telefonate che segnalavano presunti problemi con la carta d’identità elettronica, multe per ingressi nella Ztl, richieste di pagamento per biglietti o abbonamenti Gtt, falsi solleciti sulla Tari oppure telefonate che fingevano di arrivare dalla questura di corso Vinzaglio. «Quando dall’altra parte della cornetta qualcuno ci mette fretta dobbiamo insospettirci» spiega Porcedda. Il riferimento è a quei messaggi o telefonate che spingono a “cliccare subito”, a fornire dati personali o a effettuare pagamenti immediati. «Meglio interrompere la conversazione e comporre il 112».









