di
Agostino Gramigna
Il biologo naturalista: «Gli amori finiti? Ciò che tratteniamo muore»
«Viviamo con ciò che non ci serve più senza accorgerci che ciò che tratteniamo muore. Anche l’amore. Perché nulla ci appartiene. L’accumulo ci priva del senso vero della vita».
Le parole escono dalla bocca di uno scrittore, Daniel Lumera. Che non è solo scrittore. A suo modo, e per altri versi, è un accumulatore di saperi. È biologo naturalista, sociologo (dei processi culturali), docente, riferimento internazionale in una materia che per molti è un miraggio (il benessere), oratore e divulgatore negli ospedali, scuole e carceri di mezzo mondo. E, lo ripetiamo, scrittore. Nel suo ultimo libro rivolge una critica radicale all’accumulo. Accumulo di tutto. Di cose, oggetti, sentimenti, persino di ansie e di amori finiti. L’accumulo rende infelici.







