ADRIA - Caldo oltre i 32 gradi nella cucina della mensa dell'ospedale di Adria e lavoratrici costrette a operare in condizioni definite «insostenibili». È la denuncia lanciata da Elisa Cavallaro per Filcams Cgil, Mirta Zanforlini per Fisascat Cisl e Michela Bacchiega per Uiltucs Uil, che puntano il dito contro le carenze strutturali dell'impianto di climatizzazione e accusano l'Ulss 5 Polesana e la società Dussmann, che gestisce l'appalto del servizio mensa, di non aver ancora adottato interventi concreti nonostante le segnalazioni presentate già nei giorni scorsi.

LA SITUAZIONE Le organizzazioni sindacali spiegano di aver inviato una nota formale il 25 giugno, nella quale venivano evidenziate temperature fino a 32,7 gradi all'interno dei locali cucina. Una situazione che, secondo le sigle, è provocata dal malfunzionamento del vecchio impianto di climatizzazione e che «espone il personale a uno stress termico incompatibile con lo svolgimento dell'attività lavorativa». Per i sindacati, il temporaneo abbassamento delle temperature registrato negli ultimi giorni rappresenta soltanto una breve parentesi destinata a concludersi con il ritorno del caldo intenso. «La salute delle lavoratrici non può essere affidata alla fortuna del meteo», sottolineano Filcams, Fisascat e Uiltucs, ricordando come i picchi di calore siano destinati a ripresentarsi nelle prossime settimane mentre le criticità strutturali restano immutate. Le tre sigle esprimono solidarietà alle addette della mensa Dussmann, che continuano a garantire ogni giorno un servizio essenziale per i pazienti dell'ospedale nonostante condizioni di lavoro definite di grave disagio. Una vicinanza che viene estesa anche a tutti i lavoratori impegnati in altri settori produttivi del territorio, costretti a operare in ambienti resi proibitivi dalle alte temperature.L'ULSS Nel mirino finisce soprattutto l'Ulss, proprietaria della struttura e committente del servizio, ritenuta la principale responsabile della situazione, ma i sindacati chiamano in causa anche Dussmann, sostenendo che entrambe abbiano dimostrato «un'inerzia inaccettabile» di fronte a un problema che riguarda direttamente la salute dei dipendenti. Secondo le organizzazioni sindacali, la mancata adozione di interventi contrasta anche con lo spirito dell'ordinanza emanata dalla Regione per fronteggiare l'emergenza caldo, che riconosce le elevate temperature come un rischio concreto per la salute dei lavoratori. Le richieste avanzate nelle settimane scorse, spiegano ancora Filcams, Fisascat e Uiltucs, sono rimaste senza risposte operative. Per questo motivo annunciano che si rivolgeranno agli organi di vigilanza competenti e si riservano di avviare tutte le iniziative di mobilitazione ritenute necessarie per tutelare la salute e la dignità delle lavoratrici impiegate nella mensa dell'ospedale adriese.L'Ulss 5 Polesana respinge però le accuse di immobilismo e assicura che la situazione è già sotto osservazione. L'azienda sanitaria spiega che le criticità «sono legate alle temperature eccezionali registrate nelle ultime settimane, superiori ai valori per i quali l'impianto di climatizzazione era stato originariamente progettato». L'Ulss fa sapere di aver già avviato verifiche tecniche e organizzative valutando l'installazione di sistemi di raffrescamento integrativi per migliorare il comfort degli ambienti nel più breve tempo possibile. «L'obiettivo resta quello di garantire condizioni di lavoro adeguate e la continuità del servizio».