Voghera Interventi rinviati per il troppo caldo nelle sale operatorie: succede in Asst, dove i sindacati segnalano ancora temperature ben superiori al massimo di legge di 26 gradi anche nelle strutture dedicate agli interventi chirurgici e – inoltre – nel reparto maternità dell’ospedale di Voghera. «Ci risulta che alcuni parti cesarei programmati e altri interventi sono stati rinviati e che sono state garantite solo le urgenze. La settimana scorsa è stato fatto un cesareo con la sala a 31 gradi, mentre in questi giorni i genitori del nido hanno portato i ventilatori da casa, mentre i neonati sono stati lavati spesso per rinfrescarli» afferma Daniele Spagnuolo, segretario della Uil Fp. Asst conferma la ricostruzione fornita dai sindacati, specificando che «si conferma che sono stati rimandati alcuni interventi programmati ma nessun intervento in urgenza o emergenza è stato differito». I disservizi non riguardano soltanto Voghera: temperature superiori ai 28 gradi si sono registrate anche in altre strutture e Case di comunità della provincia. «Il caldo è un’emergenza solo se lo si trascura: l’efficienza degli impianti andava controllata in primavera, non adesso in piena ondata di calore – dice Spagnuolo –. Chiediamo che, oltre al ripristino degli impianti, vengano distribuite bottigliette d’acqua al personale ai ricoverati, colpiti dal caldo di questi giorni». Saverio Vieni, segretario aziendale in Asst per Fials, aggiunge: «Alcune segnalazioni che abbiamo fatto riguardano strutture dove abbiamo segnalato problemi con il caldo già l’anno scorso. L’azienda interviene, mandando tecnici o installano condizionatori portatili. Ma il problema è strutturale, non si può procedere con soluzioni tampone». Sulla situazione caldo a Voghera, Asst spiega: «Nelle ultime settimane, gli impianti sono stati sottoposti a un carico superiore a quello per il quale erano stati progettati diversi anni fa, a causa delle temperature esterne e dei livelli di umidità raggiunti, purtroppo, in questo mese di giugno. Il sovraccarico degli impianti comporta una maggiore frequenza di guasti (causati dall'utilizzo prolungato oltre i limiti massimi di portata), ma anche l’oggettiva difficoltà di abbattimento della temperatura interna, in particolare, con riferimento al funzionamento delle sale operatorie. Sono stati posti in essere diversi accorgimenti, quali l'implementazione dei gruppi frigo esistenti con altri aggiuntivi, il monitoraggio delle parti soggette ad usura e il potenziamento delle batterie di raffrescamento. Entro la settimana corrente sarà predisposto un sistema di sonde di rilevazione per intercettare subito eventuali anomalie della temperatura, così da consentire interventi ancora più rapidi in caso di guasto, e sarà posto un sistema di raffrescamento dell'aria a monte dell’unità di trattamento, così da diminuire il delta termico tra temperatura in ingresso nelle unità di trattamento aria e temperatura in uscita in sala operatoria».