Sul lungomare del Porto Nuovo, in via Roma, nelle calette di Lampedusa che brulicano di turisti e di bagnanti, la visita di Papa Leone è già stata archiviata. Questo è del resto un posto dove le parole del Pontefice sono scolpite nelle mani e nei visi dei pescatori e degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine che da anni, salvano e soccorrono i disperati che provano la traversata del Mediterraneo. Il messaggio di Leone è per la terra che sta al di sopra del Canale di Sicilia, da Roma a Bruxelles perché i morti sono il frutto di «decisioni sbagliate e decisioni omesse».

Ripartito Leone dunque l’isola torna a essere frontiera, aspettando il prossimo sbarco ma soprattutto godendosi quello che è un vero e proprio boom turistico. Il paradosso è che diventare simbolo di un fenomeno epocale come quello dell’immigrazione ha fatto sì che Lampedusa fosse conosciuta in tutto il mondo. E basta fare – nell’epoca del web superveloce – una ricerca per vedere migliaia di link e foto che mostrano un’isola del Mediterraneo che pare un’isola dei Caraibi.

Il boom economico del 2026 è sbalorditivo: i dati della Ast Aeroservizi hanno registrato a giugno un +18,76% di voli e la cifra record di 61.562 passeggeri transitati sull'isola (nel 2025 erano stati poco più di 45mila) con un eccezionale +35%, a dimostrazione di una stagione turistica d’oro. Provate a prenotare, sempre via web, un hotel, un b&b, una casa, un tetto: non c’è più un posto o quasi, a meno che non vogliate passare una settimana su un caicco a 500 euro a notte.