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Lampedusa si prepara a vivere tre ore e mezza con Papa Leone, l’attesissima visita del prossimo 4 luglio. «Lampedusa è il simbolo mondiale delle migrazioni e periferia della Chiesa agrigentina ed essere pastore in questo lembo di terra significa accogliere Papa Leone e farsi voce dei fragili», ricorda monsignor Alessandro Damiano, arcivescovo di Agrigento, parlando ai giovani di Migrantes.
«Vedere la statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare del campo sportivo accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola, perché tutti noi lampedusani ci riconosciamo nella nostra Madre protettrice», ha detto invece Giuseppe Fragapane, presidente dell’Azione Cattolica di Lampedusa, raccontando l’attesa della comunità isolana.
L’arrivo di Papa Prevost avverrà a 13 anni di distanza da quello di Francesco, che scelse proprio Lampedusa per il suo primo viaggio apostolico, l’8 luglio 2013, lanciando un monito contro la «globalizzazione dell’indifferenza» di fronte al dramma dei migranti.
Mentre si definiscono gli ultimi ritocchi del programma della visita, è già certo il trasferimento sull’altare, alla vigilia della messa nel campo sportivo, dal Santuario in cui è custodito, del simulacro della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola.








