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La Corte europea per i diritti dell'uomo censura anche il tempo eccessivo impiegato dalla giustizia civile e penale per rispondere alle istanze della vittima. Audrey Ubeda, che denunciò dopo aver subito continui abusi: "Oggi mi sento rinascere"
Motivazioni "sessiste e stereotipate" da parte di una pm nel valutare una denuncia per abusi tra le mura domestiche: la Corte europea per i diritti dell'uomo condanna l'Italia, stigmatizzando le parole della magistrata e censurando il tempo eccessivo impiegato dalla giustizia civile e penale per rispondere alle istanze della vittima. La pm, tra l'altro, aveva sostenuto che fosse difficile dimostrare la consapevolezza da parte del denunciato della mancanza di consenso al rapporto sessuale, essendo "anche comune dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale".










