Una lettera che nessuno avrebbe mai voluto leggere. Scritta pochi minuti prima di entrare in sala operatoria, è diventata oggi il testamento d'amore di Daniele Cacciapuoti, il 32enne di Qualiano scomparso dopo mesi di lotta contro la malattia. «Se avete questa lettera tra le mani significa che il mio cuore e il mio fegato non ce l'hanno fatta. Sapete quanta paura avessi, ma sapete anche con quanta speranza ho baciato ognuno di voi prima di varcare quella porta. Ho lottato fino all'ultimo respiro perché volevo restare qui, con voi». A febbraio, Daniele era stato sottoposto a un delicato trapianto di cuore e fegato all' ospedale Molinette di Torino. Dopo un iniziale spiraglio, gravi complicazioni hanno reso vano ogni tentativo dei medici. La morte, Quattro giorni fa, ha profondamente colpito Qualiano. Con l'accordo della famiglia, il sindaco Raffaele De Leonardis ha reso pubblica la lettera , definendola testimonianza di "amore, coraggio e gratitudine".
«Se state leggendo questa lettera, significa che non ce l'ho fatta»: l'addio di Daniele, morto dopo il trapianto-recordDaniele racconta la paura, ma anche la forza con cui ha affrontato la malattia, ricordando quanto il periodo trascorso a Torino gli abbia fatto comprendere di più il valore della famiglia e la fragilità dell'esistenza. «Avevo paura di essere un peso per voi - si legge - ma ho capito che per voi ero semplicemente il vostro Daniele». La pubblicazione della lettera, avvenuta due giorni dopo l'esequie, ha commosso migliaia di persone sui social.










