Entrambi sapevano che non avrebbero mai visto le loro opere compiute. Frank Kafka ed Antoni Gaudì l’uno con la penna, l’altro con la pietra vivono la stessa vicenda (umana ancor prima che artistica) in un arco temporale pressappoco sovrapponibile. Kafka comincia a scrivere il “Castello” nel 1922 mentre Gaudì è già a capo della fabbrica della Sagrada Familia dal 1883. Lo scrittore muore di tubercolosi nel 1924 e appena due anni dopo l’architetto catalano viene investito da un tram. La lucida consapevolezza di non poter scrivere la parola fine in calce alle loro opere è la prima cosa che li accomuna. Le due opere sono entrambe scrigni della straordinaria eredità artistica e umana dei loro autori. Entrambe sono l’ossessione totalizzante. L’ultima e drammatica ragione di vita che fa i conti con l’inevitabilità dell’incompiuto. Della fine non raggiungibile. Nel Castello è una condizione esistenziale; nella Sagrada Famila è una sfida comunitaria. La denominazione completa della maestosa architettura, infatti, è Templo Expiatorio della Sagrada Familia. La sua costruzione è avviata per iniziativa del libraio Josep Maria Bocabella e la prima pietra posata nel 1882. Progettato in stile neogotico dall’architetto Francesc De Paula Villar; arriva ad Antoni Gaudì alla fine del 1883 e con lui il progetto viene completamente stravolto. Il maestoso edificio è ripensato seguendo l’estetica e i principi del Modernismo Catalano. Iperboloidi e paraboloidi definiscono uno spazio surreale, magnificente e inaspettato. Un’architettura ispirata alla natura, compiutamente pensata dal suo autore che, però, non la vedrà mai nella sua compiutezza. Il Temple Expiatori viene eretto per chiedere perdono a Dio. La fine dell’Ottocento è un periodo in cui prendono piede atteggiamenti laicisti, ateisti e rivoluzionari. La costruzione è portata avanti contando solo su donazioni spontanee dei fedeli preoccupati di espiare le proprie colpe. Da qui la consapevolezza dell’architetto. “Il mio cliente (Dio) non ha fretta” dice Gaudì che si preoccupa di lasciare ai posteri disegni e modelli in scala che possano guidare la prosecuzione dei lavori.