In ambito scolastico, la notizia della settimana è, senz'altro, quella relativa all'avvio, già dal prossimo anno scolastico, della sperimentazione del Liceo matematico, che si innesterà in via sperimentale in 100 istituti: licei classici, scientifici e scientifici-scienze applicate. L'intento annunciato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito è quello di "Ridefinire il ruolo della matematica nella formazione liceale valorizzandone la dimensione interdisciplinare e favorendo una visione unitaria della conoscenza, in modo da sostenere lo sviluppo delle capacità critiche, argomentative e riflessive delle studentesse e degli studenti".
PREMIO NOBEL Un esperimento interessante, il cui annuncio arriva, con impressionante coincidenza, nella stessa settimana in cui il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ha annunciato di essere riuscito a generare la dimostrazione della risoluzione di un problema matematico grazie all'aiuto dell'intelligenza artificiale. Come ha spiegato Parisi in numerose interviste, l'IA, da sola, non sarebbe stata in grado di dimostrare un bel niente. C'è stato bisogno di istruirla per giorni, ha spiegato il celebre fisico, per permetterle di formulare la dimostrazione a cui da decenni si cercava di arrivare. I conti già tornavano, ma non si sapeva ancora bene il perché. L'IA ha fatto quello che l'uomo sarebbe stato in grado di fare in molto più tempo e con il grosso rischio di sbagliare, a causa della lunghezza dei procedimenti. Un po' come quando a scuola, per risolvere delle equazioni lunghissime senza la calcolatrice, dovevamo evitare di distrarci per non saltare qualche passaggio e per eseguire tutti i calcoli correttamente.LA SPERIMENTAZIONE L'avvio di una sperimentazione liceale dedicata alla matematica giunge in un momento storico, in cui la tecnologia dimostra ancora una volta di essere uno strumento preziosissimo per velocizzare i processi. Inutile, dunque, dedicarsi alla matematica quando la tecnologia può eseguire i calcoli alla velocità della luce? Tutt'altro. Il rischio, da parte nostra, è quello di accantonare progressivamente le nostre facoltà, per delegarle alla macchina. Se una calcolatrice è in grado di risolvere in un batter d'occhio le radici quadrate, perché dovremmo ostinarci a imparare a risolverle a mente? L'utilizzo che è stato fatto dell'IA da parte di Parisi ci ribadisce che le soluzioni sono a portata di mano, se a condurre l'indagine conoscitiva rimane la mente umana, con il pieno controllo della conoscenza e con la totale consapevolezza di tutte le operazioni necessarie.IL VECCHIO SAGGIO Potrà anche essere più lenta della macchina, ma la mente umana deve mantenersi allenata a saper fare tutto. Come il vecchio del villaggio non più in grado di lavorare sapeva consigliare il momento giusto per la semina, noi dobbiamo sapere cosa fare e come, pur essendo più lenti e pur rischiando di sbagliare. Delegando completamente le nostre facoltà alla macchina, rischiamo di tramutarci in un vecchio che, oltre a non essere in grado di lavorare, non sa più nemmeno fornire buoni consigli. Un peso inutile, per dirla in breve. Ecco perché quello del liceo matematico può risultare un esperimento interessante per creare nelle studentesse e negli studenti la giusta consapevolezza del primato della mente umana. Andrea Maggi






