L'intelligenza artificiale entra, come previsto dalle Indicazioni nazionali, nel curricolo formativo per i licei, mentre per le scuole elementari sono previsti solo cenni per abituare il bambino al linguaggio dell'Intelligenza artificiale. È il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a spiegarlo durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri a palazzo Chigi. «Il nostro è un intervento a 360 gradi che tiene conto tra l'altro anche di alcune misure che avevamo già avviato negli anni scorsi. Partiamo innazitutto dalle Nuove linee guida sull'educazine civica che vengono richiamate: - spiega Valditara - occorre innazitutto educare, formare i giovani alla consapevolezza dei rischi legati all'Ia, rischi legati all'utilizzo dei social, dei device, ma in particolare per quanto riguarda l'aspetto qui in gioco dell'Ia. Poi c'è tutto il tema dei risvolti etici connessi con l'Ia».

Licei ed elementari, le novità Valditara ha poi evidenziato «il potenziamento delle competenze scientifiche attraverso l'utilizzo dell'Ia. E ancora l'orientamento nei confronti dei giovani per una scelta cosnapevole dei percorsi successivi, in particolarec on riferimento a quei percorsi che afferiscano alle discipline Stem. Altro punto molto significativo il cambiamento, l'innovazione delle Indicazioni nazionali, cioè dei programmi scolastici, - ha evidenziato - l'ingresso nel curriculo formativo l'Ia. Entra in modo esplicito, forte, prepotente, all'interno del curriculo formativo dei licei, mentre per quanto riguarda le scuole elementari vi sono dei cenni che già abbiamo inserito nelle Indicazion nazionali del primo ciclo: innazitutto abituare i bambini al linguaggio dell'Ia, ad esempio il tema dell'algoritmo, conoscere innazitutto cosa voglia dire algoritmo».«C'è un altro aspetto importante, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per migliorare gli apprendimenti, per la personalizzazione della didattica. Io insisto molto sull'importanza della personalizzazione della didattica. Abbiamo già avviato lo scorso anno, in via sperimentale in quattro regioni, Calabria, Lazio, Toscana e Lombardia, l'utilizzo di questi assistenti virtuali per favorire e potenziare gli apprendimenti. Dal prossimo anno saranno aggiunte altre regioni ancora. In particolare in Campania dovremmo coinvolgere circa 20mila ragazzi», ha detto il ministro. «Devo dire che dai primi risultati siamo abbastanza confortati, perché gli apprendimenti sono migliorati di un punto rispetto all'insegnamento tradizionale e quindi questa è una prospettiva certamente interessante. - ha aggiunto - Per quanto riguarda il tema dell'applicazione dell'educazione civica ai fini della formazione ai rischi derivanti dall'Ia, un questionario che abbiamo inviato a tutte le scuole dà una percentuale del 67% di percorsi educativi in questo settore specifico avviati dalle scuole». «Infine - ha concluso Valditara - l'utilizzo dell'intelligenza artificiale anche per l'alfabetizzazione degli adulti, con i Cpia, Centri provinciali per l'istruzione degli adulti, e utilizzo dell'intelligenza artificiale nei percorsi formativi degli Its e in particolare nella filiera del 4+2 di istruzione tecnica professionale e Its».«Per saper insegnare i rischi legati all'Intelligenza artificiale e per insegnare l'IA come disciplina e' evidente che occorre formare i docenti. Per questo abbiamo stanziato 100 milioni di euro, per la formazione dei docenti nella didattica», ha chiarito Valditara. Inoltre, ha aggiunto il ministro, «abbiamo stanziato altri 100 milioni per quanto riguarda la formazione dei docenti all'educazione della prevenzione dei rischi connessi con l'Intelligenza artificiale». Il ministro ha inoltre sottolineato l'importanza di «coinvolgere le famiglie che rappresentano un passaggio fondamentale proprio per l'educazione alla consapevolezza dei rischi connessi con l'Ia».