Roma, 5 lug. (askanews) – Una vasta ondata di calore marina sta interessando l’Oceano Pacifico, coprendo un’area pari a oltre otto volte la superficie degli Stati uniti continentali e potenzialmente in grado di influenzare il meteo globale nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Lo riferisce oggi il Washington Post.
La zona interessata si estende dalle Filippine al Perù e risale verso le coste delle Hawaii e della California, coprendo circa il 13,5% della superficie totale della Terra. Le ondate di calore marine sono riscaldamenti intensi, estesi e persistenti dell’oceano, talvolta limitati alla superficie e in altri casi capaci di spingersi in profondità. Sono classificate su una scala da 1 a 5, in base a intensità e durata.
La grande anomalia del Pacifico si è formata dalla fusione di due ondate di calore marine: una nel Pacifico settentrionale e una collegata allo sviluppo di un super El Ninho lungo l’Equatore.
Secondo gli scienziati, gli effetti potrebbero essere rilevanti. “Mesi e mesi di calore potrebbero significare impatti netti questo inverno e la prossima primavera”, ha detto il climatologo Dillon Amaya, che sta monitorando l’anomalia al largo della California.
Due eventi attesi nelle prossime due settimane vengono collegati a questa situazione: un super tifone nel Pacifico occidentale e la possibile formazione di una cupola di calore negli Stati uniti occidentali a metà luglio. Il tifone Bavi sarà alimentato dalle acque eccezionalmente calde del Pacifico occidentale e dovrebbe passare vicino alle Marianne settentrionali, a nord di Guam, con possibili impatti anche su Taiwan e Cina nella seconda parte della settimana.













