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Nelle ultime settimane un supercomputer costruito in Cina è stato riconosciuto come il più potente al mondo, scalzando dalla cima della classifica un supercomputer statunitense. Nello stesso periodo un nuovo sistema di intelligenza artificiale prodotto dall’azienda cinese Zhipu AI, nota anche come Z.ai, si è rivelato competitivo con le più avanzate versioni dei modelli statunitensi come Claude e ChatGPT, almeno in alcuni settori.

Questi risultati testimoniano l’avanzamento della tecnologia cinese, ma devono essere presi nel loro contesto. Ciò che è interessante non è tanto il risultato in sé, ma il modo in cui è stato raggiunto, che rivela alcune tendenze importanti dello sviluppo tecnologico cinese e pone molti problemi soprattutto al principale concorrente della Cina, gli Stati Uniti.

Cominciamo dal supercomputer, che si chiama LineShine ed è stato costruito nella città meridionale di Shenzhen. I supercomputer sono enormi macchine che occupano intere stanze, e che servono per calcoli di altissima precisione legati solitamente alla ricerca scientifica. Non è così strano che un supercomputer cinese sia il più avanzato di tutti: era già successo per esempio nel 2017. Tra il 2020 e il 2022 il migliore era stato un supercomputer giapponese, mentre negli ultimi anni era quello chiamato El Capitan, prodotto negli Stati Uniti, che hanno sempre avuto un certo vantaggio in questa tecnologia.