Ci sarà tempo per ricordare l’importante contributo dato alla scienza giuridica, e al suo precipitato fattuale che è l’avvocatura, da Aldo Loiodice, professore emerito di Diritto Costituzionale e amministrativista raffinato. Generazioni di studenti si sono formati alla sua scuola e non sono rari quelli che hanno avuto o ancora hanno ruoli ai vertici della politica nazionale ed internazionale, ricordando quanto a chi eserciti la funzione politica s’addica la conoscenza del diritto costituzionale.
E, per converso, quanto, l’ignoranza del diritto costituzionale in politica possa diventare una iattura per tutto il paese. In questi giorni, in cui è chiamato in causa il servizio pubblico Rai con gli esiti politici noti, vengono alla memoria le sue intuizioni, risalenti ai primi anni ’70, sul rapporto tra informazione e democrazia e sulla necessità del pluralismo reale e non solo teorico delle fonti e nella RAI. Sicuramente gli allievi che hanno seguito la sua traccia accademica non mancheranno di ricordare il Maestro con il contributo scientifico che merita. Per Aldo Loiodice sicuramente vale la distinzione tra le scienze che faceva il filosofo tedesco Dilthey, distinguendo dalle altre le scienze dello spirito, rivolte alla scoperta dell’autentico nella vita umana.








