L’eliminazione di Germania e Olanda ai mondiali e le difficoltà dell’Italia non sono un caso: sono il sintomo di un riequilibrio voluto e accelerato dalla FIFA. Con Infantino, il calcio mondiale ha cambiato asse. Ecco perché
Il calcio europeo non è più il baricentro indiscusso del calcio mondiale. Le difficoltà di nazionali come Germania, Olanda e Italia non sono solo cicliche o tecniche: raccontano un cambiamento più profondo, che riguarda la struttura stessa del sistema calcio. Al centro di questa trasformazione c’è la FIFA di Gianni Infantino, che negli ultimi anni ha imposto una linea chiara: spostare il peso del calcio dal centro storico europeo verso una dimensione sempre più globale.
INFANTINO E IL PROGETTO DI UN CALCIO MENO EUROPEO
Dal suo arrivo alla guida della FIFA, Infantino ha progressivamente ridisegnato gli equilibri del calcio internazionale. L’allargamento del Mondiale a 48 squadre non è una scelta politica: più posti per Africa, Asia e Nord America significano più rappresentanza, più visibilità e più potere decisionale fuori dall’Europa.
Allo stesso tempo, la FIFA ha rafforzato il ruolo delle federazioni non europee attraverso programmi di sviluppo e nuove competizioni globali, come il Mondiale per Club ampliato, che riduce di fatto il monopolio competitivo dei club europei. Il risultato è un sistema sempre meno centrato sull’UEFA e sempre più costruito su un equilibrio globale.









