Una Pubblica Amministrazione efficiente, un Sistema sanitario e della formazione efficiente, un tessuto economico efficiente, non sono «sogni», sono diritti di tutti i cittadini italiani, tutti, inclusi quelli del Mezzogiorno. Ecco perché, da tre anni, col d.lgs. n. 24 del 10 marzo 2023, il nostro Paese si è dotato di leggi che obbligano operatori pubblici e privati a creare canali di segnalazione degli illeciti e a proteggere chi (come dipendenti ed ex dipendenti) segnala malefatte nell’interesse pubblico. «Whistleblowing» si chiama questo istituto (una parola inglese che vuole dire «soffiare nel fischietto») e in Puglia, purtroppo, è ancora ampiamente disapplicato con il 52% degli enti in «fascia critica».

L’analisi impietosa è opera di «Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie», l’organizzazione benemerita presieduta da don Luigi Ciotti e da Francesca Rispoli, che ha appena pubblicato «Whistle Monitor», il primo report di monitoraggio civico nazionale dedicato all’accessibilità, alla fruibilità e alla trasparenza dei canali di segnalazione nelle amministrazioni pubbliche.

Il dossier (consultabile gratuitamente su www.libera.it), ha analizzato 434 enti strategici tra sanità, università ed enti locali, «con l’obiettivo - spiega Libera - di comprendere quanto sia realmente semplice e sicuro, per una persona, segnalare casi di corruzione, illeciti o irregolarità nell’interesse pubblico».