Segnalare un caso di corruzione o un illecito all’interno del proprio ente di lavoro resta, troppo spesso, un percorso a ostacoli. Un cammino segnato da vuoti informativi, pagine difficili da trovare, canali poco accessibili e strumenti non sempre in grado di garantire a chi denuncia la piena tutela prevista dalla normativa. È la fotografia scattata da Libera con il report “Whistle Monitor”, la prima mappatura nazionale sulla accessibilità, fruibilità e trasparenza degli enti pubblici per chi vuole segnalare irregolarità e proteggere il bene comune.
Il report sarà presentato domani, 23 giugno, a Roma, presso ExtraLibera, in occasione della Giornata Internazionale del Whistleblower. La ricerca ha preso in esame 434 amministrazioni strategiche tra sanità, università ed enti locali. Il risultato complessivo restituisce un quadro fatto di luci e ombre: nessun ente monitorato raggiunge la piena conformità al 100%.
Il quadro nazionale: un ente su tre non garantisce informazioni minime
La mappatura condotta da Libera evidenzia un dato centrale: in Italia più di un ente su dieci è privo di una pagina dedicata al whistleblowing, mentre un ente su tre non garantisce le informazioni minime necessarie per orientare e proteggere chi intende segnalare un illecito.








