A dieci anni dal suo arrivo a Lampedusa, dove perse la madre durante la traversata dal Ghana, l’incontro con il Papa alla Porta d’Europa. Il racconto della madre adottiva: “Il pallone di carta fu l’unico conforto al suo arrivo, ha chiesto al Pontefice di regalarlo a un altro bambino per donargli la stessa gioia”.
"Caro Papa, sono super emozionato di incontrarti! 10 anni fa la mia storia è iniziata qui a Lampedusa. Ero da solo e avevo perso tutto, soprattutto la mia mamma. Mi dicono che ho smesso di piangere solo quando mi hanno dato un pallone fatto di carta, da quel giorno il pallone è rimasto nel mio cuore e io non ho mai smesso di giocare. Spero tanto che questa palla che ti regalo adesso possa arrivare a un altro bambino e farlo felice proprio come me. Grazie, Leo".
Ha scritto così il piccolo Leonardo nella lettera consegnata sabato a Papa Leone XIV alla Porta d'Europa, dove si sono incontrati durante la visita del pontefice a Lampedusa. Sopravvissuto a un naufragio dove ha perso la madre biologica; Leo, così come lo chiama la sua mamma adottiva, vive oggi in Italia dove passo dopo passo ha ricostruito il suo nucleo d'amore. Abbiamo parlato con Maria Elena Poderati, la donna che undici anni fa decise di aprire il cuore a questo bimbo, proprio dopo l'incontro con Papa Leone.










