Nella storia di Giovanna d’Arco lo slancio contro la discriminazione sessuale, la protervia del potere, le differenze di classe e l’ignoranza che ci rende schiavi

di

Serena Dandini

«Gli uomini temono una sola cosa: le donne forti». No, non sto parlando di Michela Murgia e della polemica che ha coinvolto uno dei protagonisti del premio Strega, Michele Mari. Anche se la frase si adatterebbe benissimo a questa nuova querelle, smentita o meno, che vede ancora in campo la vecchia cara misoginia, pratica sempreverde in privato o in pubblico, sui social o in tv, ovvero lo sport di screditare una donna per il suo aspetto e sminuire così il suo talento.

Una mentalità, ahimè, ancora radicata, uno dei tanti stereotipi che sono più che mai vivi nel terzo millennio, nonostante il crollo dei muri e varie altre novità storiche. «Che invidia in queste circostanze per Elena Ferrante!», ha scritto in un bell’articolo sul Corriere della Sera Bianca Pitzorno.