La morte cardiaca improvvisa è teoricamente prevenibile tramite defibrillatori impiantabili, ma in molti casi la clinica reale tradisce questa potenzialità: una parte rilevante dei pazienti ad alto rischio non viene individuata, mentre altri ricevono dispositivi inutili.
Attualmente, l’indicatore più usato è la frazione di eiezione del ventricolo sinistro (LVEF). Tuttavia, questo parametro non identifica la maggior parte dei casi e spesso considera ad alto rischio anche persone che non subiranno mai una morte cardiaca improvvisa.
IA per elettrocardiogrammi: la svolta dello studio internazionale
In una ricerca pubblicata su Nature, gli scienziati hanno impiegato tecniche di deep learning su una vasta collezione di elettrocardiogrammi (ECG) prelevati in Svezia e collegati ai dati anagrafici di mortalità. Alla guida del progetto c'era Ziad Obermeyer della University of California: il suo team ha analizzato oltre 440.000 ECG. Il modello è poi stato verificato su sistemi sanitari di Stati Uniti e Taiwan, confermando i risultati iniziali.
Risultati e confronto con i criteri clinici tradizionali







