di

Vera Martinella

L’infezione da papillomavirus (Hpv) è quella sessualmente trasmissibile più diffusa, responsabile di diversi tumori evitabili con la profilassi, raccomandata sia per le femmine sia per i maschi

Papillomavirus, se lo conosci lo eviti». Lo slogan c’è, i numeri pure e non lasciano dubbi: l’Hpv è responsabile di circa il 97% dei tumori della cervice uterina, del 95% di quelli anali, del 65% di quelli vaginali, del 35% di quelli del pene, del 50% di quelli vulvari e di circa il 60-70% di quelli orofaringei.

Poco informati«Quello che ancora manca è sfruttare adeguatamente un vaccino che esiste da anni, è sicuro, efficace e, per alcune categorie, anche offerto gratis dal Servizio sanitario nazionale» sottolinea Giancarlo Icardi, ordinario in Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica all’Università di Genova, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Igiene Ospedale Policlinico San Martino Irccs Genova. Gli esiti di una recente indagine condotta dall’Istituto Piepoli indicano che, quando si parla di prevenzione dei tumori collegati al virus Hpv, la consapevolezza e la fiducia degli italiani sono cresciute, ma c’è ancora tanto da fare sul fronte maschile: oltre l’80% di genitori e donne adulte dichiara di avere una buona conoscenza del virus, percentuale che scende al 63% fra gli uomini adulti. C’è di più: il 40% dei maschi si dichiara non informato, il 47% pensa che riguardi principalmente le donne e il 30% va completamente fuori pista, pensando che l’Hpv sia responsabile dell’Aids. «Nonostante 8 genitori su 10 si dicano ben informati, poco più della metà porta a vaccinare i propri figli quando arriva la lettera d’invito (gratuito) dalla Asl — evidenzia Rossana Berardi, Ordinaria di Oncologia dell’Università Politecnica delle Marche e Direttrice della Clinica Oncologica Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche —, parliamo di un vaccino che li potrebbe proteggere da vari tipi di cancro. Secondo le stime più recenti in Italia ogni anno sono quasi 8 mila i casi dovuti all’Hpv. Le nuove revisioni confermano che la vaccinazione può prevenire lo sviluppo della maggior parte di questi tumori, soprattutto se somministrata prima dell’inizio dell’attività sessuale».