I vaccini contro il papillomavirus umano (Hpv) sono un vero e proprio salvavita. Ma la loro efficacia va oltre la singola persona. Potrebbero, infatti, offrire protezione indiretta anche a livello di popolazione, e quindi, proteggere dall'infezione del virus, principale causa del tumore della cervice uterina, anche le donne che non si sono vaccinate.
A metterlo nero su bianco è stato oggi un ampio studio a lungo termine svolto da un team di ricerca dell'Albert Einstein College of Medicine di New York, che ha dimostrato appunto come le vaccinazioni contro l'Hpv potrebbero fornire la cosiddetta immunità di gregge. I dettagli sono pubblicati sulla rivista Jama Pediatrics.
Cos’è l'Hpv
Il papillomavirus umano è l'infezione sessualmente trasmissibile più comune al mondo ed è la causa principale del cancro al collo dell’utero (ma è correlato all’insorgenza anche di altri tumori nell’area genitale e a livello orofaringeo). Nel nostro Paese, secondo i dati pubblicati nel rapporto “I numeri del Cancro in Italia 2024”, ogni anno si registrano circa 2.400 nuovi casi di cancro della cervice, pari a circa l’1,3% di tutti i tumori diagnosticati nelle donne. Contro l’Hpv esistono vaccini efficaci, raccomandati per ragazzi e ragazze prima dell’inizio dell’attività sessuale. In questo nuovo studio, gli autori erano interessati a indagare l’efficacia dei vaccini in contesti reali, ovvero meno controllati di quelli impiegati nelle sperimentazioni cliniche, e ad elevato rischio (o per numero di partner sessuali o per infezioni sessualmente trasmesse pregresse), come ha spiegato Jessica Kahn, a capo della ricerca.






