Adistanza di pochi giorni dalla Giornata mondiale dedicata ai tumori causati dal Papillomavirus umano (Hpv), arrivano due revisioni indipendenti della Cochrane di Londra che sanciscono, ancora una volta, l’efficacia dei vaccini nella prevenzione dei tumori alla cervice uterina. Soprattutto quando l’immunizzazione avviene prima del contatto con il virus, ossia prima dei rapporti sessuali.
Le ricerche, pubblicate su Cochrane Database of Systematic Reviews, sono state finanziate dal National Institute for Health and Care Research (NIHR), nel Regno Unito: in particolare, gli studi analizzati mostrano che le ragazze vaccinate prima dei 16 anni hanno una probabilità inferiore di ben l’80% di ammalarsi del carcinoma del collo dell’utero e, allo stesso tempo, confermano la sicurezza del vaccino.
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Papillomavirus umano e tumori
L’Hpv racchiude una famiglia di virus molto comuni, come quelli che causano le verruche cutanee e i condilomi ano-genitali. Solo alcuni di questi sono in grado di dare luogo a tumori e la trasmissione è prevalentemente sessuale. In Italia, circa il 90% dei 2.400 nuovi casi l’anno di tumore alla cervice uterina è causato dall’Hpv, a cui si aggiungono il 43% e il 70% dei carcinomi della vulva e della vagina. Parlando di entrambi i sessi, poi, bisogna considerare anche quelli di ano, pene e gola che in un certa percentuale sono legati all’infezione.






