C’è una data che segna un passaggio epocale. Il 476. La caduta dell’Impero Romano e l’inizio del Medioevo. Con la deposizione a Ravenna dell’ultimo imperatore, l’adolescente Romolo Augustolo, finisce il mondo conosciuto di grandezza e conquiste e ne inizia uno nuovo, inquieto e incerto. O almeno questo sembra dai libri di storia che si studiano a scuola. La realtà è abbastanza diversa. Nel 476 nessuno si accorge della caduta dell’impero. Tutti sono infatti abituati da molto alla presenza ormai endemica dei barbari in Italia, e il ricordo dei fasti dell’Impero è già stato dimenticato da tempo. È come se l’impero fosse caduto un po’ alla volta, senza fare troppo rumore.
Ma chi erano questi barbari? E com’era il loro rapporto con i romani? Di questo si occupa la storica Jennifer Radulovic nel libro Barbaricus. Viaggio nel Medioevo, con gli occhi degli altri (Feltrinelli). Per mettere a fuoco gli avvenimenti di quei dieci secoli che chiamiamo medioevo occorre capire alcune cose preliminari. Nel termine “barbari” rientrano popoli totalmente diversi tra loro, per provenienza, per tradizioni, per religione, che hanno come unico punto in comune di arrivare da “fuori” dei confini dell’impero. Quel periodo che noi identifichiamo come “le invasioni barbariche” può essere visto in modo diverso.







