La road map prevede “zone umanitarie” sorvegliate, aiuti col contagocce e la cacciata dell’agenzia per i profughi. Da Cipro il Board of Peace vuole ridisegnare il futuro della Striscia. Ma non risolve lo stallo tra Hamas e IsraeleLontano dalle vicende dello Stretto di Hormuz, nella città cipriota di Ayia Napa i vertici del Board of Peace (Bop) si sono riuniti in settimana a porte chiuse per discutere il futuro della Striscia di Gaza. Lo scenario, però, resta fragile. Nelle ultime settimane nuovi venti di guerra si stanno facendo strada a Tel Aviv, mentre l’organismo voluto da Donald Trump incontra, come prevedibile, difficoltà crescenti: fondi promessi ma in gran parte non ancora arrivati, dimissioni tra i funzionari e uYoussef Hassan HolgadoGiornalista di Domani. È laureato in International Studies all’Università di Roma Tre e ha frequentato la Scuola di giornalismo della Fondazione Lelio Basso. Vincitore della 12esima edizione del premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Fa parte del Centro di giornalismo permanente e si occupa di Medio Oriente e questioni sociali.
Fuori l’Onu e ritorna lo spettro di nuovi ghetti, il piano di Trump per Gaza
La road map prevede “zone umanitarie” sorvegliate, aiuti col contagocce e la cacciata dell’agenzia per i profughi. Da Cipro il Board of Peace vuole ridisegnare il futuro della Striscia. Ma non risolve lo stallo tra Hamas e Israele







