Montepulciano prende posizione sull’opas ‘non concordata’ di Intesa San Paolo sul 100% del capitale di Mps e, attraverso un ordine del giorno approvato a maggioranza dal Consiglio comunale, esprime preoccupazione per le possibili conseguenze dell’operazione. Il documento, presentato dalla maggioranza di centrosinistra, si è posto come obiettivo la "tutela dell’autonomia, del servizio a famiglie e imprese, dei lavoratori e dei livelli occupazionali, dei centri direzionali, dell’identità storica". Nel testo si ribadisce la necessità che "qualsiasi evoluzione societaria dell’istituto garantisca il mantenimento del centro direzionale e delle funzioni strategiche a Siena", evitando il temuto trasferimento di circa 1.700 dipendenti in Emilia-Romagna. L’ordine del giorno si estende alla "conservazione della denominazione storica Monte dei Paschi di Siena" e alla "tutela dei livelli occupazionali e delle professionalità presenti". Il documento impegna inoltre il sindaco e la giunta a trasmettere l’atto a Governo, Banca d’Italia, Consob, Regione Toscana, Provincia di Siena, parlamentari del collegio, Fondazione Mps, vertici della Banca e sindacati del gruppo e a tutti i sindaci della Provincia di Siena, affinché si ribadisca che il mantenimento del centro direzionale a Siena, della denominazione storica e della funzione sociale dell’istituto siano posti come condizioni irrinunciabili nelle valutazioni sull’operazione. Ha votato a favore il gruppo di maggioranza, si è astenuta la consigliera di Futuro Poliziano Nunziata Carbè, mentre il ‘Centrodestra e indipendenti per Montepulciano’, che aveva presentato un testo alternativo, respinto dall’aula, ha votato contro. Sull’atto c’è il plauso del segretario Psi provinciale, Alfredo Ardanese.