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Andrea Rinaldi

L’assemblea dei soci di Unipol dice sì con il 99,7% all’aumento di capitale al servizio dell’acquisto di Monte Paschi dalla Ca’ de Sass. Messina (Intesa) cita Draghi: «Su Siena faremo "Whatever it takes"»

Mentre Mps e Banco Bpm dialogano intensamente per trovare un possibile percorso alternativo all’offerta da 30,6 miliardi di Intesa Sanpaolo su Rocca Salimbeni e mentre Carlo Messina dichiara con forza che andrà avanti nell’Opas «facendo tutto il necessario», citando il «Whataver it takes» di Mario Draghi, Unipol procede sulla strada al fianco di Ca’ de Sass e ieri ha messo a posto un tassello importante: l’ok dei soci all’aumento di capitale da 2,5 miliardi per emettere nuove azioni al servizio dell’acquisto di Mps, nel caso quest’ultima sia rilevata da Intesa.

Passaggio scontato ma importanteUn passaggio scontato, ma importante nella strategia messa a punto dal presidente Carlo Cimbri, perché garantisce le risorse necessarie a comprare la banca toscana con 635 sportelli che verrà poi combinata con la partecipata Bper Banca. Ieri all’assemblea di Unipol ha partecipato il 77,5% degli azionisti in proprio o per delega, con diritti di voto pari all’84%. Di questi ha detto sì all’aumento di capitale il 99,7%. Nulla di strano, le cooperative del patto di sindacato socie della compagnia assicurativa con il 50,26% — Coop Alleanza 3.0, Nova Coop, Cooperare, Coop Liguria, Coop Lombardia e la holding Holmo, a sua volta partecipata da coop — avevano già fatto sapere a giugno che avrebbero sottoscritto la ricapitalizzazione. Il resto ieri lo hanno fatto i fondi e il mercato. In cambio di cassa, i soci riceveranno nuove azioni Unipol e le sottoscriveranno a un prezzo da definire a ridosso dell’aumento di capitale, che sarà realizzato in più tranche entro il 2027. Il valore implicito di quei titoli è abbastanza elevato, dato che a fronte di 2,5 miliardi chiesti, il rendimento promesso è robusto. La compagnia assicurativa prevede infatti dividendi attesi ad almeno 930 milioni da quest’anno, contro i circa 800 milioni distribuiti nel 2024. Unipol ha poi definito un accordo di pre-underwriting con Jp Morgan per garantire la sottoscrizione degli eventuali titoli rimasti inoptati.