"La sezione della Lega di Carpi esprime contrarietà e preoccupazione per la mancanza di controlli e misure nei confronti di un fenomeno crescente in città: quello delle donne oscurate dal niqab, il velo utilizzato da alcune musulmane che copre l’intero volto, lasciando liberi solo gli occhi. Una condizione che non dovrebbe essere permessa, non solo perché contraria ai nostri più basici principi di libertà, ma anche per ragioni di sicurezza e parità di trattamento di tutti i cittadini". Il segretario della Lega, Claudia De Minico, interviene dopo varie sollecitazioni sul tema. "Non ci nascondiamo dietro il politically correct: quel velo è il chiaro segno della sottomissione e oppressione delle donne. Non è ammissibile che alcune ‘cittadine’ (così supponiamo, essendo di fatto persone oscurate), si rendano non identificabili: se testimoni di fatti, non sarebbe possibile citarle in giudizio come testimoni; se autori di illeciti non le si potrebbe riconoscere. Perché il nostro volto viene quotidianamente registrato dalle telecamere di sicurezza pubbliche e private, mentre chi indossa il niqab non è assoggettato a queste necessaria compressione della libertà personale, nell’ottica della garanzia della sicurezza e controllo del territorio?".